Intervista a Maurizio Pantosti

Per Maurizio Pantosti, play libertassino 'doc', classe 1998, era ben difficile chiudere in modo migliore la propria 'prima parte della carriera', quella relativa alle categorie giovanili. Negli ultimi due – trionfali – impegni con la maglia della rappresentativa under 20, nelle due partite disputate nel giro di 24 ore, a Pescia, nella 'final-four' valida per la Coppa Toscana, il talentuoso regista labronico ha siglato, in tutto, 57 punti. 'Mau' ha segnato 32 punti nella semifinale vinta contro Agliana 88-72 e 25 punti il giorno dopo nella finale con Altopascio, finita 58-39. "Ho degnamente chiuso – dice ora a mente fredda – le mie fatiche del basket giovanile. Ho cominciato a giocare a pallacanestro a sei anni, con la Libertas e poi sono sempre rimasto fedele alle 'Vele Gialloblù'. Mi sono tolto, in questi anni, non poche soddisfazioni. Sono ovviamente cresciuto tantissimo come persona e come sportivo ed ho maturato tante e significative esperienze..". - Ed ora sei pronto ad effettuare il definitivo salto in prima squadra.. "Ho già collezionato – replica 'Mau' – gettoni di presenza con la prima squadra, ma ovviamente ora il discorso diventa differente. I dirigenti ed i tecnici libertassini mi hanno dato fiducia e, osservando le mie caratteristiche, mi hanno premiato, annunciando che nella prossima annata sarò titolare o comunque avrò un ampio minutaggio nelle rotazioni. Fa piacere e farò di tutto per risultare all'altezza della situazione". - In prima squadra troverai al tuo fianco molti giocatori con cui hai condiviso forti emozioni a livello giovanile. "Insieme a me – ricorda – è stato 'promosso' in prima squadra Mangoni, che è mio coetaneo. Entrano stabilmente tra i seniores anche due giocatori, Bianchi e Granchi, che sono nati nel '99 ed hanno ancora un anno tra gli under 20. Ci troveremo insieme nella C Gold con tanta volontà di fare bene. Peraltro, avendo giocato numerose partite insieme, ci conosciamo perfettamente, sia a livello tenico, sia caratteriale. Credo proprio che la scelta della società di affidarsi ad un gruppo così giovane sia quella migliore. Possiamo aprire un nuovo e lungo ciclo". - Come interpreti il ruolo di play? "In attacco cerco di sfruttare la velocità di mani e piedi per far girare la squadra e mettere nelle miglior condizioni i compagni al tiro. Il tutto senza disdegnare la soluzione personale". - Non mancherà certo a questa squadra un forte attaccamento ai colori sociali... "Quando – annuisce Pantosti – sportivamente si nasce e si gioca così a lungo in una certa realtà, diventa naturale dare qualcosa in più e sentire la maglia come una seconda pelle. Se c'è da sacrificarsi e tuffarsi su un pallone vagante, non mi tirerò certo indietro. Ma, sono convinto, che lo stesso discorso vale anche per tutti i miei compagni che hanno militato nelle giovanili Libertas. I nostri allenatori non ci hanno insegnato solo le basi tecniche ed i fondamentali, ma anche quelle feroci motivazioni che possono far la differenza" - Prima di mettervi al lavoro in vista della nuova stagione, c'è da commentare la stagione under 20 finita nelle scorse settimane... "La conquista della Coppa Toscana ci ha ripagati di tanti sacrifici. Abbiamo battuto, in modo netto, in quelle due gare di Pescia, due ottime realtà della categoria. Abbiamo, nella prima parte della stagione, ottenuto una sfilza di buonissimi risultati. La stagione è decisamente positiva. Potevamo, magari con un po' più di fortuna, superare nei quarti di finale del campionato regionale il Basket Biancoblu Affrico Firenze, che però, sul parquet amico si è dimostrato tremendamente concreto. Potevamo sfruttare meglio il successo di 16 lunghezze colto all'andata, in casa. Pazienza: il nostro 'mezzo bicchiere' è decisamente pieno. Soprattutto, nel corso dell'annata, siamo maturati tanto. Non ci manca il lavoro in questi prossimi mesi, ma sono convinto che ci regaleremo tante soddisfazioni anche in prima squadra".

Officine Opus Libertas Livorno 1947
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