Brindisi sbanca il PalaCarrara, la OriOra resta ferma al palo

I pugliesi si impongono 90-74 al termine di una gara che Pistoia ha interpretato male, soprattutto a livello difensivo. La OriOra non riesce a schiodarsi da quota 0 in classifica e perde la quarta gara consecutiva, lasciando via libera a un'ottima Brindisi che è riuscita a sbancare il PalaCarrara con pieno merito. Pistoia ha giocato una gara sottotono: impacciata in attacco, poco energica in difesa, umorale e discontinua, la squadra di coach Ramagli, tranne in un paio di folate, non è mai riuscita ad accendersi e a trovare il giusto feeling con la partita. Inevitabili, alla fine, i fischi, che lo stesso tecnico ha definito, nel dopo-partita "meritati e giusti". Peccato perché i biancorossi sono riusciti ad avere un buon impatto sul match (8-5 al 3'), smarrendosi però quasi subito, soprattutto in difesa: Brindisi ha chiuso il primo quarto con 28 punti realizzati e 12/15 dal campo, frutto della buonissima vena di Chappell e Clark, ma anche di un atteggiamento da parte della OriOra decisamente accomodante. Nel secondo quarto, Pistoia ha provato a tornare in scia piazzando subito un break di 6-0, ma la risposta di Brindisi (0-12) ha tramortito i biancorossi. E' toccato a Bolpin provare a suonare la carica: il playmaker veneziano, uscito dalla panchina, ha avuto subito il giusto impatto sul match, riportando i suoi fino al -8 (31-39). La tripla di Martini e il canestro da sotto del positivo Krubally hanno fissato il risultato sul 36-41, costringendo coach Vitucci a parlarci su: nel momento della verità, tuttavia, Pistoia si è fatta del male incassando due pesantissimi contropiedi (di Moraschini e Gaffney), prima che Clark, proprio sulla sirena dell'intervallo lungo, piazzasse una bomba pesantissima non solo per il punteggio (38-49), quanto per il morale della truppa biancorossa. L'avvio di terzo periodo sembrava però far prevedere una seconda parte di gara ben diversa: l'11-1 di parziale con cui i biancorossi sono usciti dallo spogliatoio ha fatto tremare Brindisi che però, quando ormai Pistoia pareva sul punto di impattare la gara (49-50 al 23'), è stata bravissima a ritrovare l'energia necessaria ad allungare nuovamente (49-58). I ragazzi di coach Ramagli sono riusciti comunque a chiudere in rimonta il parziale, affacciandosi all'ultimo periodo sotto di appena quattro lunghezze (57-61). A vanificare tutti gli sforzi compiuti dai biancorossi ci ha pensato però uno scellerato avvio di ultimo periodo: fra palle perse, errori non forzati e brutte letture difensive, Pistoia ha infatti concesso un devastante 14-2 di parziale ai pugliesi, che hanno trovato in Moraschini l'uomo del momento. Scappati fino al 59-75, gli ospiti non hanno più accusato passaggi a vuoto, impedendo a Dominique Johnson e compagni di rialzare la testa fino al 90-74 finale.
Ramagli: "I fischi sono meritati, stavolta non ci sono attenuanti"
Il tecnico biancorosso deluso dall'atteggiamento dei suoi contro Brindisi: "Non reagiamo adeguatamente agli errori di natura tecnica, demoralizzandoci e dando ancora più forza ai nostri avversari. E prendendo 90 punti a partita diventa dura vincer Non usa giri di parole coach Ramagli per descrivere il proprio stato d'animo dopo la sconfitta con Brindisi: "Più che dello 0/4 in classifica -esordisce in sala stampa il tecnico biancorosso- quello che mi preoccupa è l'atteggiamento del gruppo davanti agli errori. Siamo stati brutti per la seconda volta in casa, ma stavolta senza l'attenuante dell'aver di fronte una squadra di altro livello come Venezia... Purtroppo di fronte agli errori tecnici non riusciamo a reagire adeguatamente: ci demoralizziamo, anche a livello di body language, mandiamo segnali negativi e questo fa sì che i nostri avversari fiutino le nostre debolezze e ci colpiscano con ancora maggiore violenza. E' un aspetto mentale che ci condiziona pesantemente e che vanifica quanto di buono la squadra fa durante la settimana: non è facile intervenire anche perché certe dinamiche sono dinamiche individuali che hanno riflessi diretti sul gruppo. Quello che posso dire -prosegue Ramagli- è che non possiamo cercare di venirne fuori se non insieme". L'ex coach della Virtus, non si sofferma sui singoli, ma non si nasconde: "Ovviamente sia io, che la società, che i diretti interessati sappiamo che qualcuno può e deve dare di più, ma non esiste la possibilità di iniettare l'autostima, la convinzione, o la forza di non abbattersi dopo un errore. In più, quando si continuano a prendere 90 punti, diventa difficile riuscire a essere competitivi: i fischi e i "vaffa" ci stanno tutti questa sera, sono meritati e ce li dobbiamo prendere -continua Ramagli- sperando che abbiano un effetto positivo anche sul piano emotivo perché questa sera a livello di squadra non siamo stati né combattivi, né connessi fra di noi ed è un errore che non ci possiamo permettere. Brindisi era un test sicuramente più attendibile rispetto alla gara con Milano e direi che siamo andati ben lontani dal superarlo, perché abbiamo avuto veramente tante difficoltà anche sul piano tecnico, ad esempio a livello difensivo ". Il tecnico in chiusura parla anche dell'ipotesi di un ritorno sul mercato: "In questo momento c'è il rischio di essere impulsivi e di pentirsi poi delle scelte fatte. Questa squadra ancora non ha certamente completato il proprio processo di amalgama e quindi diventa anche difficile individuare dove intervenire e farlo in maniera razionale".

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