Intervista ad Edoardo Persico

Anno passato hai disputato un ottimo campionato, in questo stai disputando quella che potrebbe essere la tua migliore stagione, oltre 13 punti di media e 8 rimbalzi, sei come il vino più invecchi e più diventi buono?
La mia crescita va di pari passo con la fiducia trovata nell’ambiente, delle statistiche a livello individuale sono contento, ma più di ogni altra cosa sono contento di riuscire a dare un buon apparto alla squadra. Siamo comunque una squadra in cui tutti danno il loro apporto, oggi magari capita che sia io a darne un po’ di più, domani sarà un altro.
Sei uno dei pochi centri ancora in grado di interpretare il ruolo alla vecchia maniera, mi ricordo quando mi dicevi come ti eri trasformato da un cinque ad un quattro e la fatica per tornare ad essere un cinque. Ora sei un ibrido, capace di lottare sotto le plance ma anche di far male dalla media, quindi percorso positivo?
Si mi ricordo quando arrivai qui e in intervista ti dissi queste cose, anche se non ero rapido come un quattro, ma ero diventato più giocatore di sistema e non giocavo quasi più l’uno contro uno sotto canestro. Ora debbo essere comunque bravo a fare quando si necessita il percorso inverso, perché piuttosto in difesa mi trovo a che fare con molti lunghi atipici e Alba ne è una dimostrazione.
Capaci di giocare in questo ruolo siete rimasti in pochi in categoria, mi vengono a mente Iannilli, Dip, Corral, insomma siete quasi come dei dinosauri in via d’estinzione, vedi qualcuno fra i giovani in grado di dare continuità alla specie?
E’ vero che siamo sempre di meno, perché è cambiata la pallacanestro, oggi il gioco è molto più veloce e perimetrale, rispetto a come era prima, dove si giocava più lentamente e quindi a difesa piazzata. Ma comunque in questi anni qualche giovane ancora capace di interpretare bene il ruolo c’è vedi ad esempio, Balanzoni che è a Omegna o Mirco Gloria di Valsesia. Se avranno allenatori capaci di sfruttare bene le loro doti, cresceranno dimostrando che questo ruolo può essere ancora molto utile anche nella pallacanestro moderna.
Dopo averlo accolto facendogli sentire cosa lo aspetta in questo campionato, rivedo ancora i primi allenamenti in cui ve le davate di santa ragione, come vedi Riva, arrivato per darti un po’ di ossigeno?
Di ossigeno mene fa però spendere molto in allenamento, ma le gomitate ben vengano in allenamento perché vuol dire che c’è sana competizione nel gruppo e questo agonismo ci fa arrivare ben preparati alla domenica. Alessandro è stato bravo ad inserirsi nel gruppo, nello spogliatoio ed in campo è sempre andato a testa alta, sapendo quale è il suo ruolo. E’ chiaro che per lui come per Tommaso (Molteni) non è facile mettersi in mostra nei pochi minuti a disposizione, trovare la fiducia necessaria per esprimersi al massimo, devi cercare di fare più cose positive. L’ho provato anche io quando ero più giovane. Ma l’abbiamo visto anche con Domodossola, che stanno crescendo, hanno fatto cose buone. Son convinto che nel girone di ritorno ci saranno molto utili.
Se dovessi dargli un solo consiglio cosa gli diresti?
Fermo restano il buon tiro dalla distanza che è una sua buona prerogativa, un consiglio che gli do tutti i giorni in palestra è quello di cercare di sfruttare di più la sua fisicità, ai rimbalzi in attacco e anche negli uno contro uno, dove, visto la presenza di molti avversari, che hanno fisici più da quattro che da cinque, potrebbe, sfruttandola adeguatamente, batterli spesso.
Quali sono secondo te le sorprese positive di questo campionato e quali possono alla lunga diventare avversarie possibili nella lotta per i primi quattro posti?
La classifica è cortissima quindi non è facile capirlo ora e potremmo fare tanti nomi, Alba ad esempio è una squadra che è partita benissimo. Montecatini, squadra che ha cambiato molto, sta facendo bene ed è avversaria rognosa da battere, sta facendo ricredere chi prima del campionato l’aveva sottovalutata. San Miniato sta facendo un gran campionato, abbinando la tipica grinta delle squadre di Barsotti, anche tanta qualità. In negativo mi ha sorpreso Pavia, ma ha grandi potenzialità, son sicuro che nel girone di ritorno, quando andremo là troveremo un'altra squadra e non sarà più nelle posizioni di classifica di oggi.
Come giudichi la nostra prima parte di campionato e cosa dobbiamo fare per migliorare il rendimento in trasferta, cosa che può fare la differenza fra una buona ed un’ottima classifica?
Noi siamo ancora work in progress, come molte altre squadre, abbiamo acquisito dei punti di riferimento per il nostro gioco, ma dobbiamo ancora lavorare per diventare meno prevedibili. Poi le squadre avversarie quest’anno ci guardano con occhi diversi, perché abbiamo fatto un mercato importante, quindi anche in trasferta non è facile. Anno passato spesso sbagliavamo l’approccio alla gara, quest’anno invece riusciamo quasi sempre a partire bene, ma abbiamo dei cali, può accadere di subire dei parziali, ma dobbiamo essere più bravi a capire questi momenti negativi, rimanere lucidi e non iniziare a perdere palloni, a sbagliare difese e a far si che così gli avversari dilaghino, dobbiamo in quei momenti riuscire a fermarli.
Parliamo di Alba, test che io reputo molto importante, oltre ovviamente Dell’Agnello, livornese come te e che quindi dovresti conoscere bene, quali altre insidie nasconde questa gara e come e a chi toccherà cercare di limitare il bomber del torneo?
Giacomo già anno passato ci ha messo in difficoltà, è un giocatore che sa fare canestri in più modi, ma fossilizzandoci su di lui rischiamo di mettere in ritmo gli altri e loro hanno molti buoni giocatori, Antonietti, Terenzi, Danna che conoscono bene avendoci giocato nel Cus Torino, è un play che non ha molti punti nelle mani, ma ha una grande esperienza di B, è intelligente e fa giocare bene le sue squadre. Bravo anche Pollone che ha giocato a Biella, il lungo Tarditi che ha una buona mano anche da fuori, noi dovremo esser bravi a sfruttare la nostra maggiore fisicità.
A Piombino credo tu abbia trovato il tuo habitat ideale, a quando la cittadinanza onoraria?
Ti ringrazio per il pensiero, ma ancora non credo di meritarla, è una città dove mi trovo benissimo, c’è il mare e quando ho tempo posso anche andare a pesca con gli amici, è un bell’ambiente e la domenica al palazzetto è bellissimo.
Grazie Edo

Stefano Stefanini
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