OriOra, è un altro finale amaro: Trento passa al fotofinish e l'ultima gara casalinga del 2018 si chiude con una sconfitta

Finisce 78-70 per la formazione di coach Buscaglia, più lucida nei possessi finali. Per Pistoia non basta un ottimo Gladness. La OriOra mastica nuovamente amaro e, tre giorni dopo la sconfitta di Torino, perde anche in volata nel match interno contro Trento. Finisce 78-70 per gli ospiti, che, grazie all'11-1 di parziale degli ultimi tre minuti, si mettono in tasca due punti pesantissimi. Pistoia paga a caro prezzo il calo di energia e di lucidità nel momento topico del match, dopo una prestazione generosa, combattiva e a tratti persino gagliarda, con Gladness sugli scudi e il nucleo italiano protagonista nelle fasi più calde del match. I biancorossi sono stati bravi a reagire all'ottimo avvio di marca ospite (4-12 dopo tre minuti), impattando il match a quota 20 proprio sul finire di primo quarto e da quel momento il filo dell'equilibrio non si è più spezzato. Pistoia ha "allungato" (31-27) a metà del secondo periodo, Trento è uscita meglio dall'intervallo lungo (36-42 al 32'), ma di fatto il match non ha avuto un padrone fino agli ultimi secondi, quando Pistoia si è di fatto arresa sull'errore da 3 di Peak. Malissimo ai biancorossi ha fatto Craft, alla sua miglior prestazione in Italia: il playmaker ospite è stato sostanzialmente inarrestabile con le sue penetrazioni, con la difesa pistoiese costretta spesso al fallo o a concedere troppi canestri facili. Sull'altro lato del campo, chiara è parsa l'intenzione da parte di coach Ramagli di attaccare l'area: 48 i punti realizzati nel pitturato da parte della OriOra, che, per contro, ha avuto una serata decisamente modesta nel tiro da 3 (appena due triple a bersaglio su 14 tentate). La differenza fra vincitori e vinti l'hanno fatta dunque i dettagli, a cominciare dalla maggior esperienza dei giocatori bianconeri (sei dei quali reduci dalla finale scudetto dello scorso anno), dalla loro capacità di mascherare meglio i contatti, dalla poca continuità e dalle troppe palle perse da parte biancorossa, specie nella seconda metà di gara. In particolare su questi ultimi aspetti coach Ramagli e il suo staff dovranno lavorare in vista della sfida di domenica a Desio contro Cantù: in palio ci saranno due punti di platino e la possibilità, per chi vincerà, di staccarsi dal fondo della classifica e iniziare il 2019 sotto i migliori auspici.

Ramagli: "Questa sarà una stagione di sofferenza, ma con Trento siamo stati sconfitti dai dettagli"
Il tecnico biancorosso analizza il ko contro la Dolomiti Energia: "Loro sono una squadra in salute, noi abbiamo dimostrato di essere anche stasera competitivi" Ovviamente dispiaciuto, ma niente affatto rassegnato: così coach Ramagli si presenta in sala stampa per commentare la sconfitta con Trento. "Come a Torino, anche oggi siamo stati molto competitivi -spiega il tecnico- contro una squadra forte, che da quando ha ingaggiato un giocatore come Craft ha svoltato. A differenza di domenica, oggi abbiamo anche giocato contro una formazione in salute e quindi aver dimostrato di essere competitivi lo ritengo un progresso importante, specie rispetto alle partite di inizio stagione. Ovviamente non siamo contenti, ovviamente dobbiamo fare di più, ma dobbiamo capire che questa è e sarà una stagione di sofferenza, in cui noi come staff dovremo pensare a cavare fuori il meglio dai giocatori, allenandoli e in cui loro dovranno lavorare duro, come hanno fatto fino a oggi. E' bene dirci chiaramente -prosegue Ramagli- che quest'anno non c'è la possibilità, come avvenuto in passato, di cambiare i giocatori. Li dobbiamo allenare, non pensare a cambiarli. Questo è il nostro compito e questo è quello che voglio dire all'ambiente: chi non è pronto a soffrire, chi pensa a trovare colpevoli dopo una sconfitta o eroi dopo una vittoria, a parer mio non è sintonizzato sulla giusta lunghezza d'onda e a loro, senza voler fare eccessiva polemica, ricordo che il cinema la domenica è aperto". Ramagli scende poi nel dettaglio: "Abbiamo giocato una buona partita, complessivamente. Ci è mancata continuità di rendimento, energia nel finale e quell'esperienza e malizia che i nostri avversari, reduci da due finali scudetto consecutive, non dimentichiamocelo, invece hanno dimostrato di avere. Del resto -prosegue l'allenatore biancorosso- Trento è una squadra abituata anche a giocare partite a distanza ravvicinata, cosa insolita per noi e questo ha pesato. Dobbiamo lavorare ancora più intensamente, ma sono certo che se tutti sapremo accettare che questa è una stagione di sofferenza, alla fine, magari all'ultimo tiro dell'ultima giornata, ci salveremo. Oggi, è bene ricordarlo, finisse il campionato, saremo salvi". Il tecnico, su specifica domanda, commenta poi anche la prestazione di Kerron Johnson: "Questo è un gioco che si gioca in dieci e quindi non ha senso cercare il colpevole di una sconfitta. Siamo alla ricerca di un equilibrio, è chiaro. Purtroppo Kerron è in un momento di difficoltà fisiche piuttosto evidente: prima un problema al gomito, poi un forte colpo alla spalla nella partita con Brescia di cui tutt'ora accusa i postumi, ne stanno limitando di molto il rendimento. Non è facile -sono le parole di Ramagli- non poter lavorare bene in settimana e pensare di giocare al meglio le partite. Il nostro compito è quello di permettergli di recuperare prima possibile la condizione ottimale, proseguendo nel nostro percorso di crescita che, a giudicare dalla partita di stasera, è in atto".

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