Intervista fiume con Coach Andreazza

Dal giudizio sui suoi ragazzi, alla tattica, al campionato, al tifo, alla Fiorentina
"i singoli"
So che volevi spendere due parole sui singoli, ti do uno spunto per farlo, hai giocatori capace di esaltarsi nelle difficoltà, arrivano risposte positive da tutti, giocatori che si sacrificano e brillano anche fuori ruolo, attaccanti naturali che si trasformano in ottimi difensori, o viceversa, giocatori poco impiegati che quando chiamati rispondono alla grande. Son contento perchè questo testimonia quanto lavoriamo bene durante la settimana. Si lavora molto anche sull’aspetto mentale, ognuno gioca in allenamento come se la domenica dovesse giocare in quintetto e il clima e l’intensità con cui si fanno gli allenamenti, è quello che fa la differenza. Per quanto riguarda i singoli direi che, nei loro compiti, ognuno di loro si è guadagnato un bel 9 come voto. Giudicandoli individualmente dico che, Procacci è un giocatore che ha raggiunto la sua maturità, un giocatore totale, può fare benissimo sia nella fase offensiva che difensiva, deve solo capirlo, non deve autolimitarsi ed avere delle pause. Pedroni deve capire che non è più un under, ma per noi è imprescindibile che giochi con continuità, tanto più in una squadra che ha 4 under. Saverio Mazzantini deve, nei momenti di down, far fruttare l’esperienza, che ha maturato, anche in categorie superiori, nei momenti in cui non riesce ad aggredire la partita, deve darci una mano lo stesso, difendendo e passando la palla ai compagni. Francesco Fratto è per me una gradita conferma, ha portato a tutti la sua voglia di vincere, anche se alle volte sembra una pentola di fagioli da tanto che borbotta su tutto, ma ha un atteggiamento molto positivo. Stiamo cercando di dargli una doppia dimensione offensiva, migliorando il suo tiro frontale, in area è già dominante e potrebbe diventare un giocatore importantissimo in categoria. Edoardo Persico non lo scopriamo noi, è il leader silenzioso della squadra, è un giocatore che vorremmo sempre avere, perché in tutti i momenti della partita riesce sempre a rendersi utile, in attacco fa sempre la cosa giusta e in difesa è un totem, capace però anche di difendere su giocatori sotto stazza. Molteni è quello che ha giocato meno, ha avuto un periodo di appannamento, anche negli allenamenti, quasi fisiologico per uno che è lontano da casa per la prima volta e gioca poco, però l’ha superata ed ora si deve far trovar pronto, quando sarà chiamato. Iardella dimostra di essere è un capitano vero, accettando che, per il bene della squadra, deve stare in panchina un po’ più di quello che il suo valore meriterebbe, perché se lui arriva fresco e lucido agli ultimi 13/14 minuti, è un giocatore che poche squadre hanno ed i risultati si vedono. Camillo Bianchi, non ci sono parole per definire quello che ha fatto negli ultimi due anni. E’ un giocatore sempre alla costante ricerca del miglioramento, sia nel lavoro individuale, non arrivano a caso le sue prestazioni al tiro, che in quello di squadra, ma deve continuare a crescere, perché quando lo conosceranno meglio, non lo sfideranno più a tirare e dovrà trovare altri modi per segnare. In difesa è quella sentinella che tutti gli allenatori vorrebbero. Yuri Bazzano, deve credere di più in sè stesso, oramai è da tre anni che è con la prima squadra, ha un buon fisico, sa far bene due cose fondamentali, difendere e tirare da tre e non è poca cosa. Doti che mi permettono di metterlo in campo, aumentando le rotazioni e facendo respirare la squadra. Alessandro Riva, nella prima fase ci ha dato una bella mano, ora l’obiettivo è recuperarlo il prima possibile, ci siamo quasi e sarà utilissimo per preservare un po’ i nostri lunghi titolari. Pistolesi, Mezzacapo e Carpitelli sono ragazzi molto affidabili, che tutti vorrebbero avere come undicesimo, dodicesimo e tredicesimo, lavorano bene ed i miglioramenti si vedono. Pistolesi è stata una bella sorpresa domenica, ma fino ad un certo punto, è uno che ha testa, ma domenica ha dimostrato anche grande personalità per un ragazzino di 18 anni, al cospetto di giocatori navigati come Giarelli, Botteghi e Sesoldi. Difficile chiedere di più a questi ragazzi, ma se dovessi chiedergli ancora una sola cosa quale sarebbe? Di essere umili, di avere fame e di non porsi dei limiti, queste cose nel nostro lavoro son quelle che fanno la differenza. Questa è la caratteristica dei vincenti, come la Juve nel calcio, o Nadal e Federer nel tennis, bisogna sempre avere voglia, avere fame di altre vittorie.
"Tattica"
Una squadra che si sta dimostrando davvero poliedrica, dopo un avvio di campionato dove ci siamo distinti per quelle caratteristiche che tutti ci attribuivano, ovvero quelle di una squadra molto fisica, nelle ultime uscite stiamo dimostrando di essere in grado di vincere le gare anche fuori dal pitturato, con esterni e anche lunghi, in grado di far male anche dalla distanza, vedi le ultime 4 gare dove la squadra non è mai scesa sotto il 37% da tre e in modo particolare quella con Empoli, dove senza Persico abbiamo tirato 34 volte da tre col 43%. Diventa davvero difficile per le avversarie capire come difendere contro di noi? Questa squadra era stata pensata così per avere molte soluzioni tattiche. Ma anche domenica tanti tiri da fuori sono nati dal gioco interno, dagli scarichi di Fratto, forse domenica è stata una delle migliori partite per l’uso del post basso, certo quando c’è Persico, lui è un accentratore di gioco e che quindi gioca ovviamente anche per sè. La capacità di attaccare il pitturato e di imporre la nostra fisicità in difesa rimangono le nostre migliori prerogative, in attacco cerchiamo sempre di migliorarsi a volte ci riusciamo a volte no.
"Campionato"
Dopo questa gran prima parte di stagione, pur consci delle maggiori difficoltà del ritorno, non ci si può più nascondere dietro ad un dito, l’obiettivo è un posto fra le prime quattro? Dietro a noi l’avversaria più pericolosa in questa corsa ai primi quattro posti, oltre ovviamente alle occupanti attuali, sembra essere Vigevano? Con tutto il rispetto per Alba e Sangio, che stanno facendo un campionato superiore alle aspettative, ma che oltre ai 4 punti di svantaggio abbiamo battuto in trasferta e dovranno venire quindi al Palatenda, Varese è a 6 punti e l’abbiamo battuta nettamente e le altre sono molto lontane. No Stefano, lo sai come sono, io guardo sempre sotto, ci sono 15 giornate e 30 punti da assegnare e può accadere ancora di tutto. Certo bisogna ammettere che le squadre a 12 e forse anche quelle a 14, sarà difficile che possano recuperare, ma io prima di tutto voglio raggiungere prima possibile i punti per qualificarsi ai playoff e dopo averlo fatto, riabbassare la testa e pedalare per la volata finale. Non voglio perdiamo di vista quella che è stata la nostra forza, giocare partita per partita, immagazzinando le energie positive che ti danno le vittorie e resettando dopo le sconfitte. Negli anni passati, abbiamo spesso avuto pesanti cali nella seconda parte di stagione, che hanno inciso sul risultato finale. Premesso che vedo che lo stai facendo, ma sarà molto importante una panchina che permetta di allungare le rotazioni e risparmiare minuti ai titolari, che altrimenti rischiano di arrivare alla fase decisiva spompati? L’obiettivo è vincere le partite, quindi se per vincere devo far giocare una persona 40 minuti, lo faccio, si riposerà il lunedì, ma è anche vero che se riusciamo a vincere le partite aumentando le rotazioni ne potremmo avere tutti dei benefici, sia in termini mentali, perché manteniamo sulla corda tutti e fisicamente perché risparmieremo energie.
"Tifo"
In casa 8 vittorie su 8, la valutazione media della squadra è un altissimo 94. Insomma un Palazzetto che sta diventando sempre più caldo e un incubo per gli avversari, il fattore tifo è davvero determinante? E’ bello per tutti giocare in un palazzetto così, perché da sempre grandi stimoli durante una partita. Avere un popolo gialloblu che vive di emozioni e che ci spinge a dare sempre il centodieci per cento di noi stessi. Anche per gli spettatori stessi penso sia molto bello vivere certe emozioni. Siamo riusciti a creare una sinergia, fra squadra, tifoseria e pubblico, il merito è di tutti quanti e ora ne cogliamo i frutti.
"Fiorentina"
Pubblico che stavolta seguirà la squadra anche in trasferta, cosa facciamo a Firenze, andiamo a vedere il David di Donatello o andiamo per vincere?
(sorridendo dice) Naturalmente andiamo a vedere il David, a fare una scampagnata.
(tornando serio) Proveremo a vincere, ma sarà difficilissimo, questa partita per noi fa parte di un percorso di ulteriore crescita. Nessuna delle due squadre è quella che ha giocato il 7 di ottobre, riguardando la partita dell’andata, pur avendo fatto noi tante cose buone, loro hanno commesso molti errori che oggi non fanno più, è normale che succeda alla prima di campionato. Molto dipenderà anche da chi potrà scendere in campo, da una e dall’altra parte, se noi avremo Persico o non lo avremo, se loro avranno Vico e Iattoni o non li avranno, comunque vincerà chi sarà in grado di dare il centodieci per cento, bisogna stare nel match con la testa per uscire dai momenti negativi che ci possono essere. Credo però che noi in questo momento qui, qualcosa da dire noi l’abbiamo e quindi, ribadisco, non dobbiamo porci limiti.
Grazie Marco

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