La OriOra dura meno di metà gara e non sovverte il pronostico: Brindisi si impone 80-70

Biancorossi in partita solo nel primo tempo, poi i pugliesi dilagano, con Pistoia che riduce lo svantaggio solo nei minuti finali. Pistoia gioca una brutta gara al PalaPentassuglia e arriva alla pausa per le Final Eight di Coppa Italia con una sconfitta che la lascia relegata all'ultimo posto in classifica in compagnia di Reggio Emilia. La formazione di coach Ramagli sta in partita fino al 18', poi crolla sotto i colpi di una Brindisi che si conferma squadra in grande salute. Finisce 80-70 per i pugliesi, che, di fatto, hanno allentato la presa solo negli ultimi cinque minuti, consentendo a una OriOra fino a quel momento piuttosto frastornata, di limitare quantomeno il passivo. Nel primo quarto Brindisi fatica terribilmente a trovare la via del canestro, ma Pistoia, nonostante un buon approccio, non riesce ad allungare. I pugliesi, quindi, prima prendono le misure ai biancorossi, poi, grazie all'ispiratissimo John Brown, allungano (7-4 al 5' minuto). La OriOra rimane in scia (11-10 al 7'), ma sei punti consecutivi del solito Brown permettono a Brindisi di andare al primo mini-intervallo avanti di 6 lunghezze (18-12). In apertura di secondo quarto, i padroni di casa sono bravi a mantenere il vantaggio, anche perché Pistoia tira male a cronometro fermo e in difesa pare svagata: coach Ramagli (che deve fare i conti con i problemi di falli di Krubally e rimedia anche un tecnico) ci parla su e, lentamente, la scossa pare arrivare (33-30 al 18'). Brindisi però si riaccende quasi all'improvviso e, complice un evidente blackout di marca biancorossa, piazza un mortifero break di 13-1 che chiude la prima metà di gara e, di fatto, stende la OriOra. Della Rosa e compagni, infatti, faticano a ritrovare il filo anche a inizio di terzo periodo: la Happy Casa spinge fino al +18 (51-33), prima che la tripla di Mesicek metta un freno al poderoso allungo di marca brindisina. Il copione della partita, tuttavia, è ormai scritto e quando Banks trova la tripla del +20 (59-39) la sensazione è che i titoli di coda abbiano già iniziato a scorrere. Pistoia, che in difesa continua a faticare, non tira i remi in barca, ma di fatto non riesce mai a impensierire Brindisi, con i pugliesi, allo scadere del trentesimo, avanti di 17 (68-51). Nel quarto periodo non accade granché: la Happy Casa si gode uno straordinario John Brown (alla sua miglior prestazione stagionale), con coach Vitucci a concedere ampio minutaggio anche alla panchina, mentre una Pistoia sempre più sfiduciata sprofonda fino a -25 (78-53). Negli ultimi minuti, con Brindisi ormai con la testa alle Final Eight di Firenze, la OriOra rende meno pesante il passivo (grazie soprattutto a Johnson e Mesicek), chiudendo sotto di 10 (80-70) una partita negativa al di là del punteggio finale.

Il tecnico biancorosso commenta amareggiato la sconfitta di Brindisi: "Bisogna avere la mentalità di chi sta sul pezzo e stasera invece alle prime difficoltà ci siamo arresi". Non usa mezzi termini coach Ramagli per commentare la deludente prestazione di Brindisi: "Complimenti ai nostri avversari -esordisce il tecnico biancorosso- ai giocatori e a coach Vitucci per quello che stanno facendo vedere quest'anno e in bocca al lupo per l'avventura di Firenze: Brindisi ha dimostrato anche stasera di essere là dove merita di stare in classifica. Riguardo a noi, è una brutta sconfitta, indipendentemente dallo scarto, perché di fatto noi non abbiamo mai dato l'impressione, preso lo schiaffo dai nostri avversari a fine secondo quarto, di voler almeno provare a riaprire la gara. E' mancata anche la disponibilità a cercare di farlo, quando invece la partita non era finita, perché nel basket di oggi le partite non sono mai finite. Era un po' che non ci succedeva e invece stasera alle prime difficoltà abbiamo di nuovo abbassato la testa, siamo stati arrendevoli e questo purtroppo non è la prima volta che ci capita, anche se per esempio con Avellino, a Venezia o con Milano siamo stati gagliardi. Indubbiamente è un nostro problema: prima ancora che pensare a un canestro sbagliato, bisogna avere la mentalità di chi sta sul pezzo, perché altrimenti in fondo alla classifica ci stai senza ribellarti e questo non deve accadere. Stasera invece non abbiamo mai dato l'impressione di essere una squadra che si vuole ribellare al fatto di essere ultima in classifica. Ci è mancata durezza, piglio, desiderio: avremo poi potuto perdere di venti punti, invece che dieci, ma di fatto stasera a un certo punto -conclude Ramagli- non c'è più stata nemmeno una partita, e questo non può assolutamente andarci bene".

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