OriOra, sconfitta che fa malissimo: Reggio Emilia sbanca il PalaCarrara e si prende un pezzo di salvezza

Gli ospiti si impongono per 80-76, al termine di una partita in cui Pistoia ha smarrito troppo presto il giusto feeling con il match. La OriOra incappa nella più grave sconfitta stagionale, cadendo per mano di una Grissin Bon che si ritrova proprio al PalaCarrara e coglie due punti pesantissimi nell'economia del campionato. Finisce 80-76 ed è l'ennesima delusione per i tifosi biancorossi, che anche questa sera non hanno mai fatto mancare il proprio apporto a una squadra apparsa però nel secondo tempo troppo slegata e in evidente difficoltà emotiva per poter sperare di uscire dal campo con un risultato diverso dalla sconfitta. E dire che la OriOra era partita decisamente col piede giusto, trovando subito fluidità e buona circolazione di palla e mettendo spalle al muro una Reggio Emilia capace di rimanere in qualche modo in scia soltanto aggrappandosi alla consistente mole di rimbalzi offensivi (15 solo nel primo tempo) arpionati. Un paio di errori banali sono però bastati a rimettere in carreggiata gli ospiti, bravi ad approfittare dei primi passaggi a vuoto dei ragazzi di coach Ramagli e capaci di trovare canestri importanti con giocatori diversi: Dixon, Mussini, Allen, Ortner, ognuno ha saputo portare il proprio mattoncino nel pesantissimo parziale di 14-4 inflitto all'OriOra nella seconda parte del primo quarto che di fatto ha girato l'inerzia della partita. Da quel momento, infatti, Pistoia, rimasta comunque sempre competitiva, ha smarrito il giusto feeling con la partita, senza più riuscire a ritrovarlo. Reggio Emilia ha avuto il grande merito di non perdere mai la giusta lucidità, nonostante i generosi tentativi di una OriOra che ha provato ad aggrapparsi ora ad Auda (nel secondo quarto), ora a Mitchell (nel terzo), per mascherare i propri problemi. Quei problemi che sono deflagrati nel quarto periodo, quando Della Rosa e compagni sono rimasti quattro lunghissimi minuti senza segnare, smarrendo anche quella lucidità e quel controllo emotivo fondamentali in partite come questa. A farne le spese sono stati prima Mitchell (punito con un tecnico per un'esultanza scomposta dopo una tripla), poi Mesicek, addirittura espulso per un colpo proibito rifilato a Llompart. Reggio Emilia non è comunque mai riuscita a chiudere la contesa, con Pistoia capace di rientrare fino a -2 (70-72 al 37'), ma ai ragazzi di coach Ramagli è mancato, in quel decisivo frangente, la scintilla giusta per provare a operare il sorpasso proprio in vista del traguardo. La Grissin Bon ha così trovato dalla lunetta i punti della sicurezza, finendo a festeggiare sotto il settore ospiti una vittoria dal peso specifico enorme. La OriOra, invece, finisce col doversi leccare le ferite una volta di più. L'obiettivo della salvezza si è indubbiamente allontanato, ma i biancorossi possono aggrapparsi al calendario: mancano ancora sei giornate e, con quattro squadre racchiuse in due punti, tutto è oggettivamente ancora possibile...

Il tecnico biancorosso analizza la gara con Reggio Emilia: "Quando c'è bisogno di fare le cose per bene, questa squadra fa solo confusione".
Coach Ramagli commenta con durezza la grave sconfitta del PalaCarrara: "Reggio Emilia ha vinto con merito -sono le parole del tecnico- perché noi, come contro Sassari, abbiamo disputato una seconda parte di gara molto negativa sul piano offensivo. Soprattutto nell'ultimo quarto, la squadra ha prodotto troppo poco, a livello di gioco, affidandosi solo all'idea che un giocatore, da solo, sempre e da qualsiasi posizione, dovesse trovare il modo per segnare. Quando la partita diventa stretta nel punteggio, e c'è bisogno di fare le cose per bene, questa squadra fa, al contrario, tanta confusione. E' difficile spiegarsi come nel primo tempo abbiamo messo a referto quindici assist e nel secondo tempo appena sette, peraltro tutti nel terzo periodo... Purtroppo la verità è che siamo stati competitivi, ma inadatti nei momenti chiave, anche sul piano dell'impatto mentale. Abbiamo progressivamente perso il controllo dei nervi, a prescindere da una valutazione sull'arbitraggio che non mi interessa. Il nostro brutto secondo tempo è frutto anche dell'aver perso l'aspetto mentale: quando manchi di testa, il resto spesso viene di conseguenza. Di fatto, a un certo punto, la squadra ha smesso di giocare, senza un apparente ragione. Poi certamente ci sono aspetti tattici -prosegue Ramagli- come l'esser andati sotto nettamente nella lotta a rimbalzo, specie nel primo tempo, e le troppe palle perse nella ripresa, ma tutto nasce dallo smettere di giocare da parte di tutti i protagonisti che si sono alternati sul campo e dal cercare risposte non di squadra ai problemi che avevamo". Il tecnico parla anche della prestazione di Krubally, apparso poco lucido e autore di una prova parecchio negativa: "Ousman ha giocato in generale una gara con poco controllo, talvolta con nessun controllo. Abbiamo bisogno di tre lunghi che si alternino e producano di più, ma in generale, stasera, in diversi hanno giocato al di sotto degli standard di sufficienza, forse perché è stata una partita troppo sentita". "Martedì si torna in palestra con la speranza che queste lezioni ci rimangono addosso, altrimenti domenica andiamo a Brescia e nel momento in cui la partita diventa calda, o il punteggio si stringe, noi facciamo tre forzature una dietro l'altra, prendiamo il parziale e non ne veniamo più fuori. Se capiamo che quello che facciamo nella prima metà di gara, possiamo provare a replicarlo anche nel secondo, allora possiamo ancora crederci perché mancano comunque sette gare. Dobbiamo lavorare affinché il gruppo capisca come sfruttare meglio le caratteristiche che i singoli hanno"...

Share on Google Plus

About Redazione Sport

This is a short description in the author block about the author. You edit it by entering text in the "Biographical Info" field in the user admin panel.
    Blogger Comment
    Facebook Comment

0 commenti:

Posta un commento