Trieste è quasi perfetta, per l'OriOra il campionato riparte con una sconfitta

Pistoia gioca una partita tosta per tre quarti, poi subisce il break decisivo all'inizio dell'ultimo periodo: finisce 90-77 per gli ospiti La rinnovata OriOra cede per 77-90 al cospetto di una Trieste pressoché perfetta, pagando, specie nella seconda parte di gara, la mancanza di affiatamento e condizione. Partiti bene (10-2 dopo 3 minuti), i biancorossi hanno subito il rientro dei giuliani nel primo quarto, ma (nonostante qualche palla persa di troppo) sono stati bravi a limitare i danni nel secondo, nonostante la serata di grazia di una Trieste apparsa in condizioni smaglianti, con Wright e Peric sugli scudi. Il 36-40 di metà gara racconta infatti di una partita assolutamente aperta, con un'OriOra che, seppur a ranghi completi solo dalla giornata di giovedì, ha provato a ribattere colpo su colpo agli affondi ospiti, soprattutto grazie a un subito positivo Mitchell e a un Peak continuo e preciso. Trieste ha provato a cambiare marcia nel terzo periodo, trovando punti importanti da tutti gli effettivi: saliti subito a +8 (38-46 al 23'), i giuliani sono arrivati ad avere anche undici lunghezze di vantaggio (45-56 al 25'), prima di subire il generoso rientro di Pistoia. I ragazzi di coach Ramagli sono stati bravi a ricucire (53-58 al 27'), tornando addirittura a -2 (canestro da sotto di Crosariol), prima che l'arresto e tiro di Fernandez fissasse il punteggio, allo scadere del 30' sul 61-65. La svolta della partita è arrivata nei primi minuti del quarto periodo, quando otto punti di Cavaliero e tre di Peric hanno scavato il solco di 10 punti (66-76 al 34') che la OriOra non è più stato in grado di colmare. La tripla di Strautins (70-81) e la successiva persa di Odum hanno di fatto scritto la parola "fine" al match: negli ultimi quattro minuti a Trieste basta semplicemente gestire, mentre Pistoia non ha più la forza di reagire. Si chiude quindi con la meritata festa della squadra di coach Dalmasson, mentre Della Rosa e compagni vengono chiamati sotto la curva ed escono comunque fra gli applausi convinti dei 3000 del PalaCarrara.

Il tecnico biancorosso analizza la sconfitta con Trieste: "Stasera era oggettivamente difficile, ma non dobbiamo buttare via il bambino insieme all'acqua sporca". Coach Ramagli, in sala stampa, cerca di analizzare i tanti siginificati di una partita in cui diversi aspetti venivano a convergere, dall'importanza ai fini della classifica, all'inserimento di tanti nuovi giocatori, alla condizione fisica disomogenea del gruppo: "Complimenti a Trieste -sono le prime parole del tecnico- perché è stata molto solida, ha distribuito bene le energie e questo alla lunga ci ha fiaccato. Nell'ultimo periodo onestamente proprio fisicamente non siamo riusciti a competere, ma fino a quel momento, nonostante gli errori, le titubanze ma anche gli eccessi dovuti al pochissimo tempo trascorso insieme per poterci conoscere, siamo stati lì. Loro, prima dell'inizio del quarto periodo, non erano riusciti a spaccare la partita, poi effettivamente la differenza di amalgama, la loro maggior lucidità e alcuni canestri di livello hanno fatto la differenza. Era una partita -prosegue il coach- che ovviamente volevamo vincere, ma rappresentava allo stesso tempo anche un test, per capire come questi nuovi pezzi del mosaico potessero incastrarsi con i vecchi e le risposte sono state onestamente diverse. C'è chi ha giocato una partita più sbarazzina e con leggerezza, chi ha faticato di più, ci sono stati assetti più funzionali, altri invece che lo sono stati solo a tratti: c'è bisogno di rivedere la partita con attenzione per capire certe cose, ma questo era da mettere in preventivo". Ramagli cerca poi di allargare l'orizzonte: "Noi dobbiamo cercare di vedere tutto il positivo che c'è stato in questa gara: Trieste è un'ottima squadra, forte, di talento, profonda. Rianalizzare la partita e trovare il buono -afferma il coach- deve essere il primo step, anche perché il negativo lo si vede abbastanza facilmente: basta guardare la prestazione individuale di qualcuno, legata anche a un deficit di condizione che già conoscevamo. Sarebbe troppo facile, adesso, sparare addosso al nostro ultimo quarto e non vedere gli spunti che ci sono stati nella prima mezz'ora e che sicuramente possono darci qualcosa di diverso e funzionale per il prosieguo della stagione". Il tecnico biancorosso tuttavia non si tira indietro: "Senza accampare scuse, stasera mettere insieme i pezzi, la differenza di condizione atletica, la scarsissima conoscenza reciproca e trovare una formula vincente era onestamente complicato. Detto questo -sono le parole di Ramagli- se vogliamo salvarci dobbiamo vincere e quindi dobbiamo assumerci la responsabilità di non essere stati in grado di farlo. Se noi buttiamo via il bambino con l'acqua sporca, però, credo che non facciamo il lavoro che deve essere fatto in questi casi"...

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