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Bama mai in partita. Arezzo passeggia al PalaBridge (69-83)

BAMA ALTOPASCIO 69
SBA AREZZO 83
(11-19; 32-45; 46-65; 69-83)
Arbitri: Solfanelli e Rinaldi di Livorno
BAMA: Pellegrini 15, Pantosti 2, Orsini 23, Lazzeri 5, Malvone 13, Cappa, Giovani n.e., Bini Enabulele , Meucci 4, Razzoli 2, Simonelli, Trillò n.e. All. Angiolini
AREZZO: Rodriguez 10, Ghini, Andreani, Cutini 21, De Bartolo 19, Tenev 17, Calzini 2, Castelli 3, Giommetti 6, Provenzal 5. All. Milli
Ci sono due tipologie di squadre che ottengono ottimi risultati. Le squadre forti che sanno di essere forti e quelle deboli che sanno di essere deboli. Tutti gli altri incroci sono perdenti. Il Bama visto con Arezzo appartiene a uno degli incroci poc'anzi descritti, facile immaginare quale. Una squadra ultima in classifica di fronte ad un avversario superiore ma non stellare ha l'obbligo, sottolineando l'obbligo, morale di sbattersi di più in difesa, mantenendo una concentrazione degna della categoria e non da vacanza sulla neve. Invece i rosablu hanno concesso agli avversari, bravi e organizzati, proprio quello che volevano fare, dall'inizio alla fine. Senza parlare poi dell'intensità a rimbalzo, se si esclude un ottimo Malvone, unico a elevarsi dalla prestazione negativa insieme all'altrettanto ottimo Pellegrini. Il computo finale parla di 46 a 34 rimbalzi per gli avversari ma all'intervallo il gap era 34 a 18. Inutile aggiungere altro. Sull'altro lato del campo Arezzo ha schierato sempre una zona 2-3 chiusa come una "o" sarda. Scelta giusta quella di coach Milli: collassare l'area battezzando gli ex tiratori altopascesi, dopo 14 gare é giusto chiamarli con il loro nome senza tanti giri di parole, trattati alla stregua delle peggior mani quadre in circolazione. 11 punti messi a segno dal Bama nel primo quarto, facendo una fatica immane. Arezzo si affida allo step back da manuale di De Bartolo e alla mano mancina di Cutini, invitato sempre a girarsi verso il lato sinistro, scelta masochisticamente perfetta. Seconda frazione e il Bama arriva a - 6, ma due errori ingenui sul passaggio ricacciano i rosablu a -10 che diventa in un amen -16. Un "buzzer beater" da 20 metri sulla sirena dell'intervallo di Orsini ridà una timida speranza ai tifosi rosablu (32-45). Mai speranza fu più mal riposta. La terza frazione é un calvario. Orsini (7 su 24 al tiro) a volte forza ma spesso é costretto a prendersi un tiro nei pressi della sirena perché nessuno ha il coraggio, o i mezzi, per mettersi in proprio. Arezzo allunga con Tenev che sale in cattedra e la coppia De Bartolo-Cutini fa quel che vuole. Esce Malvone, arrivato da poco, e per la delusione calcia una bottiglia, sicuramente non é abituato a cotanto lassismo. Oltre a lui, come detto, bene Pellegrini che ha mostrato buona mano e grinta da vendere. Impalpabili gli altri, con Meucci e Cappa in gravissime difficoltà. Ora sosta natalizia per provare a ricaricare le pile, sempre ammesso che ci siano le pile. Le prossime 7/9 gare saranno essenziali per decidere se togliere, seguendo le indicazioni della squadra sul campo, le mani dal manubrio anche a livello societario.

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