L’OriOra Pistoia non completa la rimonta, Treviso s’impone 75-86

Niente da fare per Pistoia: nello scontro salvezza del PalaCarrara è Treviso a imporsi per 75-86. L’OriOra paga un primo quarto d’ora deficitario e un ultimo periodo senza energie, nel mezzo un gran tentativo di rimonta che porta i biancorossi fino a una lunghezza di distanza dalla De’ Longhi. Che però non perde la calma, imponendosi d’autorità negli ultimi 10′.
LA CRONACA.
Partenza contratta di Pistoia, che subisce i canestri di Uglietti e Fotu prima di sbloccarsi con Petteway e Johnson. Treviso sgancia la prima bomba di giornata con Nikolic e vola sul 17-10 con il solito Fotu (alla fine saranno 10 i punti per lui nel primo quarto), costringendo coach Carrea al time-out. Il minuto non giova all’OriOra, con la De’ Longhi che allunga il break fino al 12-0 prima del canestro di Petteway. La tripla di Imbrò sulla sirena chiude un primo periodo da incubo per i biancorossi: 13-29. Treviso allunga ulteriormente con Chillo e Tessitori, mentre Pistoia continua a faticare terribilmente (13-35). Ancora De’ Longhi con la tripla di Logan dopo il minuto della panchina biancorossa, poi è Landi a provare a dare la scossa con 5 punti nel mini-break di 7-0 dell’OriOra. Johnson, Salumu e Petteway continuano a ricucire dopo il time-out di Menetti, la striscia di Pistoia arriva a 13 e Menetti ferma ancora il gioco (26-38). Adesso l’inerzia è tutta dalla parte dell’OriOra, con Petteway che la riporta a -10 prima dell’antisportivo di Brandt che sblocca gli ospiti. TP5 risponde a Parks dall’arco, poi Logan torna ad allungare per Treviso: 33-49. Brandt e Johnson provano a lanciare la rimonta di Pistoia: 6-0 alla ripresa e minuto obbligato per la panchina ospite (39-49). Treviso riparte da Logan, ma i biancorossi continuano a macinare punti con i propri lunghi per poi abbattere la doppia cifra di svantaggio con 5 filati di Salumu (48-54). la De’Longhi non riesce a sbloccarsi nella bolgia del PalaCarrara, mentre l’OriOra torna a un possesso di distanza con il missile di Petteway prima del piazzato di Nikolic. All’ultimo possesso graffia ancora uno scatenato TP5: 57-58 il parziale dopo un quarto da 24-9 per i biancorossi. Il terzo quarto sembrava poter essere il preludio a 10′ di fuoco, ma non è così. Parks ne mette 6 consecutivi per il nuovo allungo di Treviso, l’attacco di Pistoia invece s’inceppa a un passo dal completamento della rimonta. I biancorossi ricominciano dalla lunetta, Nikolic li punisce dall’arco. Il tap-in di Salumu tiene vive le speranze, tuttavia la De’ Longhi ai liberi è una sentenza e torna in doppia cifra di vantaggio. L’OriOra cede di schianto, a far festa sono gli ospiti: 75-86.
ORIORA PISTOIA – DE’ LONGHI TREVISO 75-86
(13-29, 33-49, 57-58)
PISTOIA Della Rosa, Petteway 24, D’Ercole, Brandt 6, Quarisa ne, Salumu 16, Landi 9, Dowdell 4, Johnson 16, Wheatle. All. Carrea.
TREVISO Tessitori 2, Logan 11, Alviti 5, Nikolic 13, Parks 15, Imbrò 3, Chillo 5, Uglietti 10, Piccin, Fotu 22. All. Menetti.
ARBITRI Paternicò, Martolini, Vita.
NOTE Parziali 13-29, 20-20, 24-9, 18-28. Fuori per 5 falli: Uglietti.
Questa l’analisi di coach Michele Carrea dopo la sconfitta dell’OriOra Pistoia nello scontro salvezza del PalaCarrara contro Treviso: “Rispetto al nostro primo quarto credo che un capo allenatore debba assumersi le sue responsabilità. Ho passato tanti momenti della stagione considerando le nostre attenuanti nelle varie analisi fatte, ciononostante non si può approcciare una partita così importante con questo deficit di energia. Ignoro i motivi di tutto questo, è evidente che qualcosa andava fatto meglio. Non voglio fare un processo ai singoli, ma credo che tutti debbano prendersi le proprie responsabilità: non si può iniziare una partita così, questa manchevolezza va sentita sotto la pelle. La rimonta non completata? Semplicemente non ne avevamo più”. La conferenza del coach biancorosso prosegue così: “Ovviamente non si può negare che non fosse una partita che pesava: avrebbe dato tanto vincerla, ha dato tanto in negativo perderla. Ho cercato di far capire in ogni modo quanto fosse importante questa gara, eppure abbiamo subito tre canestri da sotto nei primi tre possessi. Non esiste un motivo valido per spiegare questa cosa: evidentemente dovrò utilizzare altri strumenti per far capire certe cose. Adesso però bisogna andare avanti con fiducia e credibilità, continuando a lavorare sugli errori fatti: non possiamo allinearci al pensiero comune che siamo troppo poveri, troppo stanchi e troppo scarsi. Bisogna mettere un argine se non vogliamo morire domani”.


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