Turno di riposo per il Bama in attesa del "March Madness"

Bama fermo ai box in questo week end, causa campionato zoppo. Settimana con amichevole a Lucca, sponda Geonova (serie B). Si riprenderà il 29 febbraio alle 21,00 a Pistoia, contro il Montale Basket. La prima di tre gare (dopo ci saranno Valdisieve in casa e Don Bosco Livorno fuori) che sanciranno il destino dei rosablu. Sarebbe stupido parlare di corda in casa dell'impiccato. Tre sconfitte vorrebbero dire sicuramente retrocessione, mentre tre vittorie fondate speranze di raggiungere il purgatorio dei playout. Risultati intermedi renderebbero ancora regina l'incertezza. Quindi con tre sconfitte le scarpe da basket sarebbero sostituite dalle infradito (a tutti i livelli) in attesa di disputare il prossimo campionato di C Silver. Ovviamente stiamo parlando di sport, la piccola società rosablu rappresenta l'unico paese in C Gold, con la pesante spada di Damocle di essere l'unica realtà in Toscana a disputare (dal 2010) le partite casalinghe in un'altra Provincia. Situazione pesante quanto grottesca, per non usare termini meno edulcorati. Nonostante tutto giostra da dieci anni in un campionato clamorosamente al di sopra delle proprie possibilità. Ripartire dalla categoria inferiore non sarebbe un dramma. Anzi, per il bilancio sarebbe un toccasana, anche se il PalaBridge di Ponte Buggianese rimarrebbe la casa rosablu (il vetusto/angusto PalaBox è omologato solo fino alla promozione). Ma sarebbe sicuramente una sconfitta. Su questo non ci piove. Una sconfitta per la società, fino ad oggi semplicemente eccezionale per la capacità di allestire squadre competitive con budget ridotti all'osso, per lo staff tecnico al completo e per la squadra che passerebbe alla storia come il primo roster retrocesso nella piccola grande storia della franchigia altopascese. Naturalmente "accànisciunèffesso", in estate era stato dichiarato a più riprese che l'obiettivo sarebbe stato quello di salvarsi all'ultimo minuto dell'ultima giornata. Nessuno si aspettava però una stagione caratterizzata da pochissime prestazioni buone, molte insufficienti ed alcune inguardabili. Ma comunque sia ci siamo. Siamo in ballo e dobbiamo ballare fino all'ultimo respiro. Non c'é più tempo per provare i passi di danza, per sbagliare le coreografie più elementari o per lamentare dolori a muscoli e caviglie. Adesso si balla, al massimo, fino in fondo, finché c'è fiato. O gli altri balleranno su di noi.

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