Un po’ di Jp in Serie A

“Un maestro non ammaestra; educa, eleva.” Questo afferma Paolo Crepet, riguardo un compito che al giorno d’oggi è sempre più complicato, l’insegnante, proprio come lo è quello dell’allenatore di pallacanestro, un maestro con diversi allievi, i giocatori, ai quali deve insegnare un gioco, se si può definire tale, come la pallacanestro. Lorenzo Guerrieri, si può definire un allievo modello, che sta per realizzare un sogno, quello di giocare per una squadra che affronterà il campionato di serie A Italiana, l’Aquila Basket Trento. Lorenzo ci ha raccontato la sua storia, che già ben conoscevamo, in un’intervista che ha toccato tanti argomenti, anche molto personali, dove questo ragazzo del 2002 ha dimostrato grande maturità nella comprensione delle situazioni sportive e non solo. Perché hai scelto Trento? “ Per motivazioni di crescita personale, sono convinto che sia l’ambiente giusto per far crescere un giovane giocatore con le mie caratteristiche. Per la presenza di coach Ress, che mi aiuterà a crescere sia fuori che dentro al campo per ultimare il mio percorso e riuscire a diventare un pro. Poi insomma la serie A è veramente un sogno che si realizza.” Un bilancio sull’esperienza in blaugrana? “È stata un’ottima esperienza, non è stato facile ambientarsi in una città e in club grande come il Barcellona, ma lo rifarei subito, sono cresciuto sia come giocatore che come persona, è un ambiente che ti permette di sviluppare le tue doti senza trascurare la vita fuori dal campo. Comunque sia era finito un ciclo e avevo bisogno di una nuova esperienza per completare il mio percorso giovanile.” Com’è iniziata l’avventura? “Eh..Che ricordi.. Tutto è iniziato nella mia cittadina natale, Volterra, dove sono partito dal minibasket. Torno sempre con grande gioia nella mia terra, le devo tutto.” Dai ora dicci, quanta è stata importante l’esperienza JP per te? “Come dico sempre, senza la Juve Pontedera, sarei ancora a giocare nelle mie zone, perché è proprio a Pontedera che mi hanno insegnato cosa significhi avere una cultura del lavoro e ho appreso davvero cosa volesse dire fare la vita del giocatore. Sarò sempre grato alla Juve, a coach Ormeni e ad Andrea Pierini, per aver creduto in me e per avermi permesso di imparare l’etica del lavoro, gli anni a Pontedera sono stati stupendi.” Dalle sue parole si comprende quanto Lorenzo sia maturato in questi anni, dove ha capito l’importanza di ogni esperienza che ha potuto fare e come ci si possa arricchire da ogni persona con la quale si lavora. La Juve Pontedera è fiera più di questa maturazione che dell’approdo in serie A, perché è proprio questa la “mission” della nostra società, creare uomini prima che giocatori. Al giorno d’oggi questo non è per niente scontato, riuscire ad educare e elevare e non ad ammaestrare creando soltanto delle macchine da gioco, ma crescere degli allievi che un giorno possano essere dei grandi uomini. Complimenti Lorenzo, siamo fieri di te!

Juve Pontedera
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