Il 'segnale' lanciato da un'Etrusca straripante
SAN MINIATO – Vittoria doveva essere per l’Etrusca Blukart e vittoria è stata. Chiara, netta, indiscutibile.
Se dal PalaCarismi ci si attendeva un segnale forte rivolto a tutto il campionato, non c’è che dire, più forte e stentoreo di così non poteva essere. Tra l’altro, bizzarrie del basket, a dissotterrare l’ascia di guerra per schiacciare Altopascio era stato proprio quell’Andrea Meucci che poi sul campo si è guadagnato la palma del migliore segnando 26 punti, un bottino importante, che la dice lunga sulle mille frecce a disposizione di Federico Barsotti in quello che sarà un girone di ritorno tutto da vivere pericolosamente. E’ noto infatti come alla fine soltanto le prime tre in classifica avranno la possibilità di giocarsi i turni successivi, per cui non ci vuol molto a comprendere come con l’arrivo dell’anno nuovo i punti saranno più pesanti che mai, visto che oltre al terzetto che si è sistemato in testa – anche se Dragons Firenze e Siena devono ancora vincere nel turno numero tredici della stagione - ci sono altre compagini pronte ad inserirsi nella corsa ai primi tre posti del podio.
Ma tutto ciò comunque preoccupa fino ad un certo punto la band biancorossa che domenica scorsa si è pure permessa di perdere qualche pallone di troppo in una gara comunque stravinta. E’ facile intuire come un ‘sergente di ferro’ come il coach di San Miniato non mancherà di far notare ai suoi questo particolare negativo, assolutamente evitabile tra l’altro con un pizzico di concentrazione in più al momento opportuno.
Comunque, come dicevamo, quel che conta davvero è il modo col quale l’Etrusca Blukart è arrivata alla vittoria, letteralmente dominando l’avversario, tanto da poter far sperare che il girone di ritorno, che andrà ad iniziare l’undici gennaio del prossimo anno con la gara interna contro Carrara, possa essere addirittura migliore di quello dell’andata, una probabilità tutt’altro che da scartare, visto anche l’approccio che la squadra ha avuto contro un Altopascio che avrebbe potuto essere anche assai più pericoloso se non fosse stato messo nell’angolo fin dalle prime battute di gioco, e non solo per merito dei soliti noti, ma anche con punti preziosi un po’ di tutti, con un Susini in continua crescita e capace di ‘domare’ avversari anche più alti e pesanti di lui.
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