La Giorgio Tesi Group si smarrisce nel secondo tempo: Torino passa al PalaCarrara
I biancorossi partono bene e vanno all'intervallo avanti di undici punti, poi nella seconda parte di gara i meccanismi di Pistoia si inceppano e Torino si impone 80-70. Terzo k.o. consecutivo: è necessario rialzarsi.
Pistoia dura un tempo, Torino esce fuori alla distanza e alla fine espugna (con merito) il PalaCarrara. Questa, in estrema sintesi, la fotografia di una gara il cui esito ha clamorosamente riaperto i giochi in chiave salvezza e certificato il momento complicato di una Giorgio Tesi Group senz'altro in difficoltà .
I biancorossi, infatti, dopo una buona prima metà di gara (43-32 all'intervallo lungo) hanno smarrito fiducia e convinzione nel secondo tempo (appena 27 i punti siglati complessivamente da Filloy e compagni fra terzo e quarto periodo), perdendo anche in intensità difensiva. Gli ospiti, grazie a un White sontuoso e a un Dyson tornato a essere quello dei tempi migliori, si sono così ritrovati, ricucendo lo strappo e passando addirittura a condurre al trentesimo. L'ultimo periodo è vissuto sui binari dell'equilibrio fino a due minuti dalla sirena finale, poi, sulla tripla di Dyson del 74-69 al trentanovesimo, è calato il sipario.
Difficile dare un'unica chiave di lettura a proposito della metamorfosi subita dalla squadra fra primo e secondo tempo: forse, come lo stesso Vincenzo Esposito ha dichiarato a fine partita, un insieme di fattori ha portato i biancorossi a cedere in maniera netta di fronte a una Torino apparsa rigenerata dopo il successo della settimana scorsa contro Trento. Stanchezza fisica, ma soprattutto mentale, evidente; buona qualità e grande esperienza nei singoli avversari; un pizzico di pressione per una partita che sulla carta vedeva Pistoia chiara favorita: senza dubbio non c'è stata solo una motivazione di carattere tecnico-tattico nella sconfitta con i piemontesi.
Archiviare il terzo k.o. consecutivo deve comunque essere la parola d'ordine, rialzarsi immediatamente è necessario: con cinque giornate ancora da giocare, essere a giocarsi il quinto posto rimane motivo di orgoglio, nonostante un periodo oggettivamente complicato. Gli equilibri nello sport, sempre, ma a maggior ragione nei momenti difficili, sono sottili: remare tutti dalla stessa parte diviene oggi più che mai un imperativo categorico.
E' scuro in volto coach Esposito nel dopo-partita. La sconfitta con Torino e alcuni strascichi dopo la sirena finale sicuramente non sono andati giù al tecnico biancorosso: "Avevo detto già in settimana che non avremo dovuto sottovalutare Torino e nemmeno rischiare di giocare col fuoco -esordisce il coach- perché questa è una squadra che vale sicuramente di più della sua attuale classifica, ricca di giocatori di talento ed esperienza. E' una partita che abbiamo preparato con grande serietà e attenzione: stasera inizialmente abbiamo fatto bene, senza peccare di presunzione, poi però, nel momento in cui abbiamo preso un vantaggio abbastanza importante, ci siamo persi; abbiamo iniziato a giocare con eccessiva leggerezza, abbiamo eseguito i giochi d'attacco con eccessiva superficialità , abbiamo perso cattiveria in difesa e tutto questo ha permesso a Torino di rientrare pienamente in partita". Una volta in cui i piemontesi sono rientrati in gara a Pistoia è parsa mancare quasi la convinzione di volersi riprendere la partita: "Nel momento in cui Torino ci ha raggiunto -spiega Esposito- è tornata ad affiorare quella stanchezza fisica, ma soprattutto mentale, che in questo momento ci sta condizionando. Non è da oggi che dico che a livello di energia abbiamo la spia rossa accesa: è fisiologico quando siamo nel periodo finale della stagione, soprattutto per una squadra giovane, che ha fatto finora di più di quello che sia l'aspetto fisico che il talento le permette. I ragazzi -prosegue il tecnico biancorosso- pure stasera hanno lottato, anche se non per tutti i quaranta minuti, come successo a Reggio Emilia. Perché? Perché probabilmente qualcuno comincia forse a essere mentalmente appagato, soprattutto fra quei giocatori giovani che magari mentalmente non sono abituati a gestire certe pressioni". Esposito si sofferma anche su alcune critiche ricevute a fine partita: "Mi ha dato fastidio -puntualizza il tecnico- essere non criticato sull'aspetto tecnico o di gestione della partita, ma offeso sul piano umano e personale, e non da una persona, nemmeno da tre o quattro, ma da qualcuna in più. Queste sono cose che mi danno molto fastidio e che per come sono fatto io, sicuramente lasceranno delle cicatrici". In chiusura, il coach prova a trovare la ricetta giusta per ritrovare fiducia e morale: "E' banale dirlo -afferma Esposito- ma vincere ti aiuta, non solo per la classifica, ma anche per ritrovare autostima. Per il resto dobbiamo far capire ai ragazzi che non è cambiato nulla a livello di impegno da parte loro o di qualità : è semplicemente un momento di difficoltà , di scarsa lucidità , ma che non deve condizionarli. So che non è semplice adesso, ma dobbiamo sforzarci di trasmettere ai giocatori più serenità possibile".
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