Una prima vittoria di sofferenza e carattere: Pistoia batte Trieste 76-72

Prima vittoria stagionale per l’OriOra Pistoia, che batte la Pallacanestro Trieste per 76-72 al termine di una partita tiratissima. Dopo un primo tempo offensivamente opaco i biancorossi si sono riscattati con una ripresa di grande carattere, trascinati da Wheatle e Salumu. E così, finalmente, il PalaCarrara è potuto tornare nuovamente a esplodere di gioia per festeggiare i primi due punti dell’anno in Lega Basket Serie A.
LA CRONACA.
Avvio con il freno a mano tirato per Pistoia, che si sblocca dopo 2’45” con la tripla di Wheatle. Trieste si porta avanti con il gioco da 4 punti di Fernandez, mentre l’attacco dell’OriOra continua a faticare e in tal senso a poco vale anche il minuto chiamato da Carrea. Gli ospiti provano a scappare con Peric, la difesa però tiene: 14-19. In avvio di secondo periodo si sbloccano Salumu e Johnson, mentre i giuliani trovano punti da Cooke e Elmore. Tuttavia Pistoia è evidentemente spaesata e Trieste ha gioco facile nel toccare il +9 a metà quarto. Il belga e Wheatle provano a caricarsi i suoi sulle spalle con un paio di giocate estemporanee, ma gli ospiti rispondono presente: 30-36. Al rientro dall’intervallo la musica non sembra essere cambiata: Mitchell e Jones volano alti e Pistoia tocca il -10. Il time out di Carrea questa volta sortisce effetti: due bombe di Salumu e Pistoia torna a contatto (44-46), costringendo Dalmasson a fare altrettanto. Dowdell firma il pari, Wheatle con un altro gioco da tre punti mette la freccia. Risposta Trieste con un contro break di 0-7: 49-53. Ultimo periodo ad altissima tensione. I giuliani provano a strappare, l’OriOra resiste con le unghie riportandosi a -1 con la bomba di D’Ercole. Nuovo sorpasso dall’arco con Landi, Strautins risponde per le rime ma è ancora Landi a ruggire con una tripla con fallo subito pesantissima. Wheatle recupera e schiaccia in contropiede, Jones dice 65-66 prima dello squillo di Petteway. Dall’arco Salumu e Dowdell sono chirurgici, poi a 30” dalla fine è il belga a sganciare il missile del +7 che chiude i giochi: finisce 76-72 e finalmente può scattare la festa.
ORIORA PISTOIA – PALLACANESTRO TRIESTE 76-72
(14-19, 30-36, 49-53)
PISTOIA Della Rosa 2, Petteway 7, D’Ercole 3, Quarisa ne, Brandt 6, Salumu 21, Landi 7, Dowdell 11, Johnson 6, Wheatle 13. All. Carrea.
TRIESTE Coronica, Cooke 10, Peric 10, Fernandez 4, Jones 12, Strautins 3, Janelidze, Cavaliero 5, Da Ros 2, Mitchell 13, Elmore 8, Justice 5. All. Dalmasson.
ARBITRI Saverio Lanzarini, Gianluca Sardella, Sergio Noce.
NOTE Parziali 14-19, 16-17, 19-17, 27-19.
Questa l’analisi di coach Michele Carrea dopo la vittoria dell’OriOra Pistoia sul parquet di casa contro Trieste, la sua prima volta da capo allenatore in Serie A: “Nei primi 25′ abbiamo sofferto tanto il dinamismo dei lunghi di Trieste ma soprattutto lo 0/6 in classifica. Sapevamo che il momento delicato poteva renderci emotivamente fragili: è arrivato qualche tiro aperto sbagliato, alcune difese che non hanno funzionato e a cascata abbiamo perso un po’ di convinzione in quello che potevamo fare. Ci siamo aggiustati con quintetti più dinamici e rapidi e da lì la squadra ha avuto il grandissimo merito di reagire a una situazione assai difficile che in pochi avevano vissuto in carriera, dimostrando grande emotività, tenacia e tecnica”. Sull’importanza di questi due punti: “Non è necessario sottolineare che non abbiamo ancora fatto nulla, però dall’ottima prestazione di Salumu e Wheatle va presa la lezione che i percorsi vanno valutati all’interno di una stagione. Siamo contenti e allo stesso tempo consapevoli che ci sono ancora tantissimi elementi da correggere, dall’approccio alla continuità nell’arco dei quaranta minuti passando per la lettura della partita. Voglio però rimarcare le reazioni individuali avute dai ragazzi: sono orgoglioso di loro perché sono riusciti a rimontare da -10 a metà terzo periodo in un clima non facile. Tecnicamente non posso essere soddisfatto perché abbiamo passato i primi due quarti a rincorrere, ma nel complesso dico che siamo stati bravi ad aggiustare le cose in corsa”. Sui singoli: “Alleno Wheatle da 4 anni, lo conosco come uomo e come atleta. L’accoppiamento con Peric ero convinto che funzionasse, a parità di taglia l’altezza per lui non è un problema. Stasera avrebbe potuto difendere su chiunque. Salumu ha trovato dei canestri di uno peso specifico enorme. Dowdell ha avuto una partenza complicata ma è andato in crescendo e nel finale c’è stato. Petteway ha chiuso la gara con un desiderio di vittoria clamoroso, nonostante le sue basse percentuali. Del resto diventare squadra significa essere capaci di trovare protagonisti diversi in ogni partita”.

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