Castelfiorentino di un altro pianeta rispetto al Bama attuale (99-77)

ABC Castelfiorentino 99
Bama Altopascio 77
(29-16; 53-31, 82-51; 99-77)
Arbitri: Zanzarella e Panicucci
CASTELFIORENTINO: Manetti, Pucci 9, Terrosi 11, Scali 18, Delli Carri 14, Belli 18, Lazzeri, Zani 15, Oserani, Daly 4, Tavarez 2, Cantini 8, Ciciliano. All Betti
BAMA: Pantosti 12, Orsini 4, Lazzeri 15, Bini 13, Meucci, Pellegrini 4, Malvone n.e., Cappa 14, Giovani, Razzoli 2, Simonelli, Trillò 13. All. Angiolini
Già nei playoff dell'anno scorso il Bama subì due imbarcate in gara 1 e gara 3, intervallate dalla vittoria al Palabridge in gara 2. Ed era , quella rosablu, tutta un'altra squadra al cospetto di quella odierna, in crisi perdurante, con l'assenza di Malvone e altre magagne muscolari e non. Così é successo anche in questo match dove la differenza abissale su tutti i fronti é apparsa lampante. A dire il vero gli altopascesi hanno fatto ben poco, anzi nulla, per instillare qualche piccolo dubbio agli avversari. Castellani già in fuga al 5' (19-9) e al primo fischio (29-16). Seconda frazione e c'é il doppiaggio (42-21) per la Betti band, con una difesa del Bama ai confini della realtà. 53-31 al primo fischio e terzo quarto dove una zona castellana mette sassolini, anzi macigni, negli ingranaggi rosablu. Anche coach Angiolini propone una zona 2/3 ma basta un semplice blocco di contenimento sul palleggiatore per mandarla in tilt e creare praterie per gli avversari. 82-51 e inizia l'utlima frazione. Prendendo il bicchiere rotto, incollando i pezzi, versandoci metà liquido e guardandolo mezzo pieno i rosablu hanno il pregio di non mollare. E lo fanno mostrando un ottimo Bini Enabulele, unico a mettere la fisicità "modello terzo millennio" in paint area. Un buon rientro, dopo un mese di stop, di Trillò, a corto di fiato, ma autore di buoni canestri nei pressi del ferro. Ed anche progressi per Lazzeri, corredati da lampi di un Cappa con caviglia gonfia, ma mano torrida (4 su 4 dall'arco). Fattori quest'ultimi che inducono a iniettarsi in vena quintalate di ottimismo per continuare a vedere il bicchiere mezzo pieno e sperare, dopo "le discese ardite", nelle "risalite" di Battistiana memoria. "L'ottimismo é il sale della vita", recitava un famoso spot.

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