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Intervista di fine stagione: Edoardo Ceccarelli

Dopo aver terminato la scorsa stagione nel migliore dei modi, con la vittoria del campionato Under 20, coach Edoardo Ceccarelli ha guidato in questa stagione due gruppi di età ben diverse, gli Under 18 Gold e gli Under 15 Silver, in una stagione che dopo una crescita di entrambi i gruppi si è interrotta proprio sul più bello. Che stagione è stata per te questa conclusasi bruscamente così in anticipo? «Strana, perché nel momento in cui siamo arrivati alle partite che contavano realmente purtroppo siamo stati fermati. Ho allenato due gruppi, quello Under 18 Gold, con il quale ero alla prima stagione, dove eravamo in un buon momento e ci stavamo avvicinando a quella che poi sarebbe stata una partita decisiva contro San Giovanni Valdarno per l’ultimo posto disponibile per andare alle finali, visto che nel nostro girone ne passavano due, e quello under 15 regionale, con i quali ero al secondo anno. Con loro stavamo andando bene, eravamo in netta crescita sia dal punto vista tecnico che fisico, il lavoro che stavano facendo con Stefano Simeoli era super e ne stavamo vedendo i frutti giorno dopo giorno. Avevamo iniziato bene la seconda fase, con una bella vittoria a Firenze, poi però è stato fermato tutto, quindi rimane con tutte e due le squadre un po’ di dispiacere, perché confrontarsi nelle partite che avrebbero deciso la stagione sarebbe stato un bel modo per capire qual era il nostro reale livello». Hai allenato due gruppi di età ben diverse, under 18 e under 15, qual è il lavoro che hai fatto durante l’anno con i due gruppi? «Il gruppo under 18 era composto per la maggior parte da ragazzi del 2002, quindi al secondo anno di under 18, con alcuni 2003 che però sono abituati a giocare con “i più grandi” da almeno un paio d’anni. Abbiamo cercato di continuare a lavorare dal punto di vista tecnico individuale, mettendo dentro però anche quelli che sono i concetti importanti quando si arriva a giocare con le squadre senior. I ragazzi sapevano che questi sono gli ultimi anni di settore giovanile e che dovevano iniziare a capire quelle che sono le differenze tra giovanili e prime squadre. Per fare questo ci sarebbe voluto forse un po’ più di tempo, però sono contento del percorso su due binari che abbiamo fatto, per capire anche quali sono i concetti importanti per stare a un livello senior. Gli under 15 invece sono un gruppo con il quale ero al mio secondo anno, il lavoro è stato prettamente tecnico oltre che fisico con Stefano, perché era un gruppo che aveva bisogno di lavorare tanto con il preparatore e aver avuto lui anche come vice allenatore ci ha dato una grandissima mano. Nel momento in cui ci siamo fermati ero molto contento di come stavano andando le cose, perché vedere un gruppo, per quanto numeroso, così affiatato, con tutti sempre presenti all’allenamento, credo che per come lavoriamo noi alla Virtus sia la cosa principale». Una stagione troncata a metà, con il campionato fermato a inizio Marzo. Oltre a un po’ di amaro in bocca cosa ti ha lasciato questa stagione? «Sicuramente la sensazione di qualcosa di incompiuto perché, ripeto, potevamo giocarci qualche carta in più nel finale di stagione. La reputo comunque senza dubbio una stagione positiva, perché il gruppo Under 18 stava crescendo, diventando più solido dal punto di vista mentale, mentre per quanto riguarda gli Under 15 avere dei ragazzi che tutti i giorni vengono in palestra impegnandosi e divertendosi credo che sia stata la cosa più stimolante per dare quel qualcosa in più durante tutto l’anno. Sono stati veramente bravi a seguire quelle che erano le idee e le impostazioni che avevamo messo dentro, perché qualsiasi suggerimento è stato accettato con molto entusiasmo, e questo sicuramente mi ha fatto molto piacere».

Virtus Siena

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